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Guida al trattamento delle cicatrici

31/05/2022 - Pubblicato in Rimedi ai disturbi più comuni, Salute e Benessere

Guida al trattamento delle cicatrici
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Per cicatrici si intende il tessuto fibroso che ripara le ferite e le perdite di sostanza dei tessuti. La parola “cicatrice” deriva dalla radice latina “cingere”, ovvero “legare attorno”. E’ proprio in questa parola che capiamo quale ruolo svolgono le cicatrici : il loro compito è quello di connettere i tessuti che circondano o che sono rimasti illesi nel processo di guarigione di una ferita.

La particolarità delle cicatrici è data dal fatto che lasciano sempre un segno sul nostro corpo, più o meno evidente in base al tipo di cicatrice e al trattamento che ne consegue. 

Come si formano le cicatrici

Ogni volta che si verifica un’interruzione della continuità della cute, in seguito ad un evento patologico o traumatico, si forma il tessuto cicatriziale. La formazione di questo tessuto è caratterizzato da tre fasi:

  1. fase di infiammazione: avviene entro 72 ore dal taglio. In questo lasso di tempo la lesione si chiude automaticamente con un coagulo di sangue e si attivano fattori di crescita del nuovo tessuto;
  2. fase di proliferazione: questa fase si manifesta tra le 3 e le 6 settimane che seguono al taglio. In questo lasso di tempo si forma il tessuto connettivo che rigenera la ferita, tramite proliferazione cellulare;
  3. fase di rimodellamento della matrice: la durata di questa fase varia da qualche mese ad anni nei casi più gravi. In questa ultima fase si forma un nuovo tessuto ed avviene la guarigione degli stati più profondi della pelle.

Tipi di cicatrici

Riconosciamo principalmente 4 tipi di cicatrici: 

  • cicatrici piane: si formano a seguito di ferite superficiali, sono definite “piane” perché il tessuto è poco in rilievo e con il passare del tempo diventano praticamente impercettibili alla vista;
  • cicatrici atrofiche: in questo caso le cicatrici sono caratterizzate da un avvallamento di pelle dovuto alla mancanza di collagene, che implica la non produzione di tessuto sufficiente a coprire l’area danneggiata, per questo motivo appaiono come affondate nella pelle. Le cicatrici atrofiche più comuni sono quelle causate da acne o varicella.
  • cicatrici ipertrofiche: si presentano come cicatrici in rilievo, con soprelevazioni di colore rosso, spesse, dure e con bozzi, di conseguenza molto antiestetiche. Si presentano così  a causa di un’intensa iperproduzione del tessuto connettivo, che fa crescere la cicatrice oltre la ferita e sulla pelle sana. La comparsa di queste cicatrici è dovuta da diversi fattori, come infezioni durante il periodo di cicatrizzazione. Un esempio di questa cicatrice è quella che compare a seguito di una bruciatura;
  • cicatrici cheloidee: con il termine “cheloide” si intende una cicatrice che cresce oltre i margini della ferita che deve essere riparata. Si forma quando l’incisione ha raggiunto profondità e colpisce l’epidermide.  Come le cicatrici ipertrofiche, anche le cicatrici cheloidee si presentano spesse e dure, a causa di un eccesso di formazione del tessuto connettivo, che fuoriesce dai limiti della ferita in maniera irregolare. 

Cicatrici: fattori di rischio

Abbiamo visto come si formano le cicatrici, ma il processo di cicatrizzazione di una lesione può variare in base a diversi fattori, come:

  • età: nei soggetti anziani il processo di cicatrizzazione di una ferita richiede più tempo;
  • genetica: a causa di fattori genetici ed ereditari, nei soggetti di età compresa tra i 10 ed i 30 anni è possibile sviluppare un’iperproduzione di tessuto connettivo che può compromettere il processo di cicatrizzazione e portare alla comparsa di cheloidi;
  • soggetti dalla pelle molto chiara o particolarmente scura: in questo caso si manifestano sulla pelle cicatrici molto più evidenti rispetto a soggetti con pelle dal colorito medio. Il colore della pelle non rallenta il processo di cicatrizzazione, tuttavia rende più evidente la presenza della cicatrice;
  • fattore ormonale: nei soggetti con un equilibrio ormonale particolare, come gli adolescenti o le donne incinte, il processo di cicatrizzazione può subire dei rallentamenti; 

Come trattare le cicatrici? 

È possibile trattare le cicatrici ipertrofiche e cheloidee sia nella fase di infiammazione che in quella di proliferazione, per permettere al tessuto di rigenerarsi nel miglior modo e alla cicatrice di non apparire antiestetica.

Non è invece possibile trattare le cicatrici atrofiche causate da acne o varicella. 

Nella fase di infiammazione, ovvero quando la cicatrice è fresca, è possibile ricorrere all’uso di prodotti che scongiurano il pericolo di infezione e aiutano la pelle a rigenerarsi più velocemente.

Tali prodotti possono essere a base di

  • silicone medico, che trattiene bene l’umidità per mantenere una corretta respirazione cellulare, 
  • vitamina E, che ha proprietà antiossidanti e accelera la rigenerazione cutanea,
  • urea, dalle proprietà emollienti, ammorbidisce il tessuto, favorisce il processo di cicatrizzazione e calma le irritazioni, 
  • estratti di olio Mosqueta, noto per le forti azioni rigeneranti e cicatrizzanti dei tessuti cutanei;
  • ioni di argento puro, noti per le proprietà antibatteriche, antivirali e disinfettanti.

Questi prodotti sono disponibili sottoforma di creme, gel, oli e unguenti.

È possibile utilizzare prodotti nella fase di proliferazione. In questo caso è possibile ricorrere all’uso di gel e creme per l’idratazione della pelle e cerotti a base di silicone medico. Il trattamento delle cicatrici durante la fase di proliferazione richiede un trattamento più prolungato nel tempo, di almeno 3 mesi consecutivi per beneficiare degli effetti dei prodotti consigliati. 

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