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Ippocastano

L'ippocastano è un albero della famiglia delle Hippocastanacee, originario dei Balcani e della Grecia, ma oggi molto diffuso in Italia.  E’ alto fino a 25 metri ed è dotato di una folta chioma. Produce frutti avvolti da ricci spinosi, molto simili alle castagne, (per questo chiamati anche Castagne d’India), che racchiudono da uno a quattro semi lucenti. La parte della pianta utilizzata in ambito farmacologico sono proprio i semi.

L’ippocastano è una pianta antichissima, addirittura potrebbe risalire all’era terziaria. Vista la somiglianza tra i suoi frutti e quelli del castagno, è molto probabile che gli antichi tentarono di mangiarne i frutti ma rinunciarono poiché sono tossici per l'uomo. Il nome deriva dal greco  ippo  “cavallo” e kastanon “castagna” e sulla sua origine sono state fatte diverse ipotesi. Si dice, ad esempio, che i Turchi usassero la polvere derivante dalle castagne d'india come rimedio per la tosse proprio per i cavalli. Nel 1615 l’ippocastano divenne un albero ornamentale a Parigi e nel 1951 venne introdotto anche a Vienna. 

Proprietà

L'ippocastano ha diverse proprietà farmacologiche. Svolge un'azione benefica nei confronti dei vasi sanguigni, in particolar modo nei confronti dei capillari e delle vene. Come abbiamo detto ad essere utilizzati sono i suoi semi. Le castagne d'India sono infatti ricche di sostanze dotate di azione antinfiammatoria, antiedemigena e vasocostrittrice come l'escina, i tannini, i flavonoidi e le curarine. L'escina, in particolare, rappresenta il principio attivo più importante dell'ippocastano perché è uno degli antiossidanti naturali più efficaci con proprietà vasoprotettive, antinfiammatorie e vasocostrittrici.

L’utilizzo dell’ippocastano ha ottenuto l’approvazione ufficiale per il trattamento di disturbi circolatori. La pianta è infatti utilizzata in caso di:

  • insufficienza venosa
  • fragilità capillare
  • edema
  • insufficienza linfatica
  • cellulite;
  • infiammazione del retto (proctite)
  • emorroidi.
  • Ragadi
  • Prurito anale

L'azione decongestionante viene usata per dare sollievo a gambe pesanti e nelle sindromi flebitiche. Gli estratti di ippocastano sono utilissimi anche in presenza di vene varicose.

Come si assume?

L'ippocastano si trova in commercio sotto forma di gocce, tisane, estratti. Esistono poi numerosi prodotti per uso esterno tra cui gel e pomate per ridurre ematomi, lividi ma anche per combattere la cellulite. 

Tintura madre (usata per gambe gonfie o pesanti)

30 gocce diluite in acqua, da una a tre volte al giorno.

Gemmoderivato

50 gocce diluite in acqua, una o due volte al giorno.

Estratto

250-300 mg, pari a 50 mg di escina, da assumere per almeno un mese due volte al giorno.

Effetti collaterali 

Tra i principali effetti collaterali dell’ippocastano ci sono sintomi gastrointestinali come reflusso gastrico e nausea. 

Controindicazioni

L'utilizzo di ippocastano è controindicato in caso di allergia e non va usato in caso di patologie renali ed epatiche e se si assumono antiaggreganti piastrinici e anticoagulanti.

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